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DIARIO INGLESE

18 NOVEMBRE 2007 - Quasi un mese dall'ultimo post, wow. Purtroppo ho avuto molto da fare e non mi è stato possibile scrivere.
Tutto procede nel migliore dei modi. Le lezioni vanno alla grande, ormai la lingua non è più un problema e quindi riesco a cogliere anche le parentesi e le battutine in slang dei lecturers... ed a parlare coi miei compagni di corso, che forse è la cosa più importante. Non so se l'ho già scritto nel post precedente, ma sono stato scelto come rappresentante del mio seminar group (sono andato a controllare... sì, l'avevo già scritto). E non finisce qui: recentemente sono entrato nel BIDS (Bournemouth International Development Society), associazione facente parte dell'U8 (che sarebbe la versione universitaria del G8), una sorta di panel di pensatori. Nell'ambito delle iniziative promosse dall'U8, il prossimo weekend mi vedrà impegnato a Coventry per una convention sulle cause della povertà. No, non mi hanno chiamato come speaker (non penso di saperne di più degli esperti del settore), vado solo ad assistere e partecipare ai dibattiti.
Intanto ieri ho avuto modo di visitare Stratford-upon-Avon, che per chi non lo sapesse (vergogna!) è la città natale di Shakespeare. Carina da visitare, ma non ci vivrei mai, mi sa di città fantasma. In compenso ho trovato un pub che trasmetteva la partita, quindi male non è andata.
Ci sarebbe altro da raccontare... dalla mia visita al mercatino natalizio con una ragazza centroeuropea alla ricerca di un volo per tornare a Natale, passando per i miei assignments... ma me le tengo per la prossima volta. Stay tuned and always remember: "If you owe the bank £10,000 you've got a problem; if you owe the bank £10,000,000 the bank has got a problem"!

27 OTTOBRE 2007 - Perché dimentico sempre di comprare le aspirine? Ora ho raffreddore e mal di gola e non ho niente da prendere. Va beh, sopravviverò.
Ieri sera ho avuto modo di vedere, con almeno tre mesi di anticipo sull'Italia, "Saw IV", il nuovo capitolo della saga dell'Enigmista. Non male, anche se credo di aver bisogno di una seconda visione (mi deve essere sfuggito qualcosa). Un pò violento, ma se non lo fosse non sarebbe "Saw", no?
Intanto prosegue lo studio. Ho iniziato a lavorare sul primo assignment (business proposal: in pratica devo presentare un progetto di industria sportiva, senza business plan... quello lo devo preparare per marzo). Ho deciso di proporre un beach tennis club, visto che qui siamo sul mare e pare che questo nuovo sport non sia ancora arrivato. In contemporanea, mi sto dedicando alla lettura di una serie di libri, fra i quali spicca l'inutilissimo "The Reflective Practitioner". Perché inutile? Perché non credo ci voglia un libro di 300 pagine per dire che il buon professionista è colui che tratta ogni situazione come se fosse unica ma basa il problem setting ed il problem solving sulle sue esperienze precedenti... non ci vuole uno studente universitario per capire il concetto. Va beh, giustamente qualche libro noioso in queste infinite reading lists doveva pur esserci.
Per il resto direi che va bene... certo, gli FBF continuano a comportarsi da FBF (tanto per dirne una: martedì notte qualcuno si è messo ad usare l'aspirapolvere alle TRE E MEZZO di notte), ma ormai inizio ad abituarmi. Anzi, devo dire che le cose vanno meglio del previsto, visto che mi sto integrando abbastanza bene anche con la comunità britannica! All'inizio sembravano tutti diffidenti, poco propensi ad approfondire similitudini e differenze culturali... ma ora parlo praticamente con tutti. Pensate che sono anche stato eletto rappresentante del mio seminar group (16 persone)! E mi pagano anche (oddio, pagano... l'Uni mi passa dei buoni sconto)!
That's all for today, peeps. Have a nice weekend, but drink responsibly!

Terza puntata, lunedì 15 ottobre. Giornata uggiosa, sono un paio di giorni che è nuvoloso. Almeno per il momento non piove... va beh che qui la pioggia è sempre molto leggera e non dà fastidio, però se si può evitare è meglio.
Domani giornata pesante: si attacca alle 9 con due ore di seminario (quindi non si può dormire in aula) di "Applied Health & Fitness" (che sarebbe il lato "medico" dello sport), poi lecture di "Operations Management" (grande docente), lecture di "History & Culture of Sport" (interessante), pausa pranzo, seminario di "Operations Management", breve pausa e lecture finale di "Applied Health & Fitness". Se tutto va bene alle 18.30 sono a casa e col cavolo che cucino, metto qualcosa nel microonde e quella è la cena.
Stamattina ho iniziato a leggere un pò (come ho già detto l'altra volta, qui leggere è fondamentale... certo, non la lettura passiva), per la precisione un libro (disponibile come eBook) che si intitola "Sports in World History". Ne ho già tratto un paio di spunti discreti per il mio case study di HCS, che verterà sul rapporto fra sport e società nell'antica Grecia. Oggi pomeriggio setaccerò il catalogo della biblioteca per vedere quali libri delle mie sterminate reading lists sono disponibili, così comincio a prenotarne qualcuno. Gli altri cercherò di trovarli su Amazon ed eBay, immagino.
Ok, anche per oggi non mi sono dilungato troppo. Ah già, ho ancora la storia degli FBF in sospeso. Va beh, la prossima volta.

10 ottobre: festa per voi pescaresi (S.Cetteo), ma non per noi figli (acquisiti) d'Albione. In realtà io festeggio lo stesso, visto che il mercoledì non ho alcuna lezione. Se è per quello nemmeno il venerdì, ma non divaghiamo.
Le lezioni serie sono, finalmente, iniziate. Devo dire che la prima impressione è molto favorevole. Tutti i docenti (che qui si chiamano "lecturers", ed il motivo lo spiegherò più avanti) mi sono sembrati molto preparati, il che è fondamentale, ma anche estremamente disponibili ed amichevoli. Vi basti pensare che qui allo staff (anche al Vice-Chancellor!) ci si rivolge utilizzando il nome di battesimo: la prima volta che ho detto "professor Jones" mi è stat rivolto uno sguardo a dir poco incredulo! Per fortuna imparo in fretta e già adesso non mi sento più in imbarazzo a chiamarlo semplicemente Ian...
Aggiungo che quasi tutti sono anche piuttosto simpatici, il che non guasta. Paul in particolare è una vera e propria sagoma, penso che seguirò il suo corso con estremo interesse. Avreste mai immaginato che si potesse trovare divertente un corso in "Sports Administration"? Peccato che il lecture theatre (l'aula) in cui seguiamo questo corso non sia il massimo, ma non si può avere tutto, no?
Ma la cosa davvero eccezionale è che l'esame NON è l'unico fattore di valutazione. Molte volte, anzi, il test contribuisce alla valutazione finale solo per il 40%: l'altro 60% viene dai cosiddetti "assignments", cioè da lavori individuali o di gruppo svolti sulla base di quanto appreso nelle lectures e nei seminari. Ad esempio, uno dei primi assignments che dovrò consegnare (ah, nota a margine: qui i lavori vanno consegnati entro mezzogiorno del giorno specificato, se arrivate a mezzogiorno ed un minuto il compito non viene ritirato e vi beccate un punteggio di 0%) è un saggio di 1500 parole concernente storia e cultura dello sport (non abbiamo ancora la consegna, quindi non so esattamente su cosa verterà). Per redigere un saggio soddisfacente non basta seguire le lezioni: è necessario leggere (ecco perché "lecturers") libri, articoli e pubblicazioni varie sul tema, trarne le teorie migliori, ragionarci sopra ed infine buttare giù il testo. Notare che bisogna segnalare in modo chiaro qualunque riferimento a teorie altrui: in parole povere, se su un libro leggo che i combattimenti fra gladiatori avevano lo scopo di placare gli animi dei plebei e sul mio saggio scrivo che i giochi gladiatorii erano una sorta di "oppio dei popoli" (notare che non ho usato le stesse parole!), dopo questa frase devo segnalare che la teoria è tratta dal libro XYZ di A.B. edito nel 19XX. Non credo che al liceo si faccia nulla del genere. Ah, per la cronaca Wikipedia non è considerata fonte attendibile, citarla comporta una penalizzazione.
Ed anche per oggi è tutto. Alla prossima. Have a nice day.

Su richiesta di gio47 e della giansy apro questa rubrica. Con aneddoti e curiosità varie, cercherò di dare una mano a chi sta prendendo in considerazione l'idea di studiare all'estero. Non scriverò molto spesso, indicativamente una volta ogni 7-10 giorni visto che da lunedì si inizia a fare sul serio, però cercherò di "lasciare il segno" ogni volta.
Cominciamo con una stupidaggine (così non ne sparo più): qui a Bournemouth trovare il sale è un'impresa. No, dico, ma i britannici con cosa condiscono il cibo? Alla fine l'ho trovato ma l'ho pagato un accidente (nota: qui i prodotti "senza marca", come gli ASDA Smart Price che sono l'equivalente britannico dei prodotti a marchio COOP, costano relativamente poco e non sono male, ma il resto si paga ed anche tanto... però almeno a Tesco la spesa te la imbustano loro). Per non parlare dei vini: qui vanno pazzi per i vini australiani, ce li hanno rifilati anche all'"International Students' Welcome Party" organizzato dall'Universtà: peccato che facciano abbastanza schifo. Ho notato che non lontano da casa mia c'è una bella enoteca, magari oggi pomeriggio ci faccio un salto, sempre che ci sia spazio nel frigorifero (i miei flatmates, da me ribattezzati amichevolmente SBF - Stupid British Flatmates - occupano un sacco di spazio per nulla). Vedremo.
Con questo è tutto, almeno per ora. Magari la prossima volta parlo un pò dello staff dell'Università e degli FBF (F***ing British Freshers, ovvero Maledette Matricole Britanniche). See ya.

P.S. Ciao Matteo, guarda che avevo già preparato la rubrica per il tuo "romanzo", col titolo "Diario londinese" ma mi pare più appropriato quello che tu hai scelto e cioé "Diario inglese". MariaTeresa Giansante

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