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PRIMI DOCUMENTI IN VOLGARE a cura della classe 3f

L'indovinello veronese (fine VIII o inizio IX secolo)

Sul recto del terzo foglio di un'orazionale di origine spagnola e pervenuta a Verona verso la fine dell' VIII secolo, in alto sul foglio è aggiunto da una mano diversa da quella del copista del testo ( e sicuramente veronese) un breve testo: su due righe compaiono una dozzina di parole, seguite in un terzo rigo da una formula di ringraziamento in latino.
Il testo, nella trascrizione diplomatica e con lieve inversione iniziale, è questo:

Boves se pareba
alba pratalia araba
et albo versorio teneba
et negro semen seminaba.

Gratias tibi agimus omnipotens sempiterne Deus


Premesso che la finale formula di ringraziamento è in un latino ecclesiastico assai corretto (“Ti rendiamo grazie, onnipotente, sempiterno, Iddio”), occupiamoci del testo in volgare. Esso allude chiaramente all' atto dello scrivere e, per consenso ormai quasi unanime dei filologi, può essere così parafrasato:

Spingeva davanti a sé i buoi
arava un bianco prato
e reggeva un bianco aratro
e seminava un seme nero.


I buoi sono le dita, il bianco prato è il foglio su cui si scrive, l'aratro bianco la penna d'oca (comunemente usata per la scrittura), mentre il seme nero è la traccia d'inchiostro lasciata dalla penna.

A cura di Di Battista Cecilia


Analisi del testo
Interessante dal punto di vista linguistico è la forma, che ci dà l'immagine di una fase di transizione di una lingua che non è più latino, ma neppure è italiano.
A livello fonetico si può osservare che in NEGRO la "i" breve latina è divenuta "e".
A livello morfologico, sono cadute le "m" finali delle desinenze di ALBUM, VERSORIUM, NIGRUM e la "u" si è trasformata in "o"; è caduta inoltre la desinenza "t" dei verbi all'imperfetto ( ARABA, TENEBA, SEMINABA ); e la desinenza "-eba" di PAREBA è tipica dell'area veneta. Sono tutti fenomeni già propri dell'italiano. Ma del latino sono rimasti: la desinenza dell'accusativo in BOVES, quella dell'accusativo neutro plurale in PRATALIA, il neutro singolare SEMEN, la "b" intervocalica dell'imperfetto ( in italiano divenuta "v" ).
A livello lessicale si può notare PARARE nel senso di "spingere avanti" i buoi, termine proprio degli ambienti rustici, così VERSORIO per "aratrum"; ma per contro resta il termine latino ALBO per "bianco".
Ancora oggi sono rimaste vive a lungo nella tradizione popolare formule analoghe, ad esempio: "Il campo è bianco, nera è la semente, tre buoi lavorano e due non fanno niente".

Fulca


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fausto - 8/10/06 - 07:20 am
cecilia90 - 30/9/06 - 08:32 pm

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