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Mondo galileiano Romanzo ipertestuale a cura di Ughetta Febbo
ecco, da qui si può cominciare...e da oggi sembra addirittura più facile, ora che anche i CDB hanno un volto...
A loro si può passare una parola e lasciare che abbia un seguito... imprevisto, insospettabile, come un romanzo a 100 mani...finché l'autore diventa lettore e poi personaggio...e solo dopo tanto,e solo per pochissimi istanti,sa che tornerà ad essere autore...
La storia comincia da qui, dal post di *giles*:"che nasca un galilei world e che ognuno di noi sia un pezzetto di un meraviglioso mosaico".
I protagonisti siamo noi, per un breve istante, gli autori siamo noi, finché lo vogliamo.
...La prima pagina di oggi, domenica 18 settembre, si apre con un post della cara Chiara-*giles*, spiacevolmente accompagnata da un brutto mal di testa...Che coincidenza:io sono al mio 4° giorno di emicrania, vale a dire in quella fase di morte e rinascita e di nuovo morte, che mi blocca in ogni attività per diversi giorni, ogni tanto, ma puntualmente.
Il mal di testa: invito chiunque abbia un minimo di familiarità con questo problema a proporne qui una descrizione: cause, sintomi, rimedi...C'è un unico romanzo che mi viene in mente di poter suggerire a riguardo, che offra cioè una dettagliata rappresentazione di come sia difficile prendere una decisione quando si è in preda ad un attacco di mal di testa:Bulgakov,IL MAESTRO E MARGHERITA. Lì, addirittura,il personaggio in questione era Ponzio Pilato e la decisione da prendere riguardava un povero giudeo accusato di aver sobillato il popolo...Bella fantasia, no?
Quando hai mal di testa è un'impresa tra le più ardue proferire verbo, anche un semplice si o un no...E il peggior torto che possono farti è chiederti, dopo che tu sei finalmente riuscito a concepire col pensiero e a pronunciare col suono della voce una frase:"Come, scusa...?Puoi ripetere...?"
Ponzio Pilato, quello di Bulgakov, dovette affrontare l'intero interrogatorio dell'accusato, domandare e rispondere...
Anche se nessuno di noi ha la responsabilità (almeno spero!) di mettere a morte un uomo che passerà alla storia per essere addirittura il figlio di Dio fattosi uomo, disceso sulla terra per redimerla dal peccato, è comunque pericoloso prendere decisioni di qualunque genere quando si ha un brutto mal di testa... Chissà quante volte ci sarà capitato di affrontare discorsi con amici, genitori,figli, professori, ecc.. quando si è in preda ad una terribile emicrania... quante volte, per non prolungare l'agonia, abbiamo concluso l'odiato colloquio con un "...sì, sì...va bene" senza invece aver capito una sola parola proferita dal nostro interlocutore? E attenzione, perchè a volte questo può causare anche grossi problemi....ad esempio, se questa risposta, buttata giù con tanta superficialità, avesse dato il permesso a tuo figlio di 15 anni di prendere la tua macchina per portare in giro la sua nuova fidanzatina così carina alla quale non si può dire di no???!!!!
Ecco...deve essere successo qualcosa di simile quella sera a casa di Andrea,Laura e Giacomo.
Quella sera era Andrea ad avere l'emicrania,mentre Giacomo continuava a tempestarlo di telefonate sul cellulare ma Andrea proprio non aveva intenzione di rispondergli: dopo una giornata così stressante all'università, di certo non era tra i suoi rilassanti progetti serali quello di discutere con il suo coinquilino di chissà quale assurdo argomento; così decise di spegnere il cellulare, far sprofondare la sua testa così pesante sul morbido cuscino e chiudere finalmente gli occhi... Laura era nella sua stanza, stava studiando biologia per prepararsi all'imminente esame, quando improvvisamente squillò il telefono di casa; rispose, era Giacomo che chiedeva di parlare con Andrea, sembrava molto irritato ma la ragazza era così immersa nei suoi libri che,stranamente, non se ne accorse..così aprì la porta della camera e, facendo capolino, urlò il nome di Andrea comunicandogli che Giacomo lo voleva al telefono, strappandolo al dolce e pacifico mondo dei sogni...la cosa peggiore fu che oltre ad Andrea si risvegliò anche la sua emicrania! A quel punto decise di alzare quella maledetta cornetta del telefono per liquidare al più presto il suo fastidioso amico. Dopo cinque minuti di conversazione (sostenuta esclusivamente da Giacomo), Andrea emise un tenue e tremolante :"Ok, per me va bene non t preoccupare..." e infine mise giù provando dentro di sé un grande sollievo per aver finalmente posto fine a quella tortura anche se non aveva la più pallida idea di quello che Giacomo avesse detto, ma in quel momento non fu un problema.
In un attimo e senza rendersene conto, gli aveva consegnato le chiavi della sua casa in montagna e della sua vita: avrebbero trascorso insieme due giorni durante i quali Andrea avrebbe aiutato Giacomo nell'allestimento del sito che gli avrebbe procurato un fortunatissimo e molto ben pagato contratto e... ci sarebbe stata Claudia con loro,a preoccuparsi della loro sopravvivenza. In un attimo e senza rendersene conto aveva detto: "Ok".
Dopo circa due ore Andrea riaprì gli occhi, il suo riposino non aveva fatto effetto ma di questo si accorse solo quando appoggiò il piede per terra: ogni piccolo rumore, nella sua povera testa veniva amplificato! Decise di andare in cucina per prendere un'aspirina. Poco dopo sentì la porta d'ingresso aprirsi con violenza e dei passi goffi avvicinarsi sempre di più; non aveva dubbi: Giacomo era tornato a casa... Dopo essersi rassegnato all'idea di dover aprire un dialogo con lui, lo salutò con indifferenza. Quando alzò lo sguardo, però, vide che il suo coinquilino era in compagnia; con lui c'era Claudia. Claudia era una collega di università di Giacomo, bella, capelli neri e due occhi che sembravano dei fari verdi per quanto erano grandi e lucenti. "Dov'è il bagno?" chiese la ragazza "In fondo a sinistra." fu la risposta di Giacomo. Quando Claudia lasciò la stanza Giacomo si voltò verso quello che da poche ore considerava il suo più caro amico: "Non saprò mai come ringraziarti! Grazie a te trascorrerò un fine settimana con la donna dei miei sogni!" Andrea guardò l'amico con aria interrogativa ma non fece in tempo a rispondere che Claudia rientrò nella stanza con il suo solito sguardo semplice e ingenuo...
L'aveva incontrata al Caffé Letterario, solo per un attimo, il tempo delle presentazioni:"Lui è Giacomo, il mio assistente", aveva detto Luigi,scostando rapidamente il maglione dalla poltrona"Piacere...Claudia"aveva risposto lei, cordiale, prima di sedersi a pochi posti di distanza:le aveva stretto la mano e quella stretta era sembrata a Giacomo subito energica, decisa. Quel giorno non potè staccarle gli occhi da dosso, come se quella ragazza fosse un magnete per lui...Ci furono numerose altre occasioni per stare insieme e Giacomo capì subito ch tra loro c'era un bel feeling: quando stava con lei la sua mente era libera da altri pensieri, si sentiva felice e rilassato, era proprio innamorato!
Andrea decise di tornare nella sua stanza per guardare un po' di TV e riprendere sonno con la speranza di riuscire a scacciare la sua terribile emicrania...
"Andrea che diavolo fai ancora nel letto?!" Andrea sobbalzò, era confuso e ancora tanto assonnato, l'unica cosa che sapeva era che avrebbe volentieri lanciato qualcosa di molto pesante a Giacomo che era entrato nella sua stanza come una furia... "Che cosa vuoi...? sono le sei del mattino ed è sabato, lasciami dormire!!"
"Sono le sei" rispose Giacomo tra i denti, facendo un evidente sforzo di restare calmo"ma del pomeriggio. Tra mezz'ora abbiamo appuntamento con chi sai tu. Deciditi ad alzarti, prenditi qualcosa che ti curi quel benedetto mal di testa e torna operativo....Al più presto!" Sbatté la porta mentre Andrea cercava di rimettere insieme i cocci di una scatola cranica in frantumi. Una larva umana, così si sentiva: gli spiragli di luce che passavano dalle fessure di porte e finestre erano lame negli occhi, la voce di Giacomo gli rimbombava ancora nell'orecchio fastidiosa e assordante, faceva fatica a connettere e a concepire il significato delle parole e avrebbe tanto voluto che qualcun altro, al posto suo, sapesse interpretare i suoi pensieri e i suoi bisogni: arrivare all'armadietto del bagno, prendere la scatola delle nuove pasticche che il medico gli aveva prescritto un mese prima, preparare un bicchiere d'acqua, né troppo fredda né troppo calda,pieno a metà e affettuosamente, con calma, senza fare il benché minimo rumore, porgerlo a lui, paziente, premuroso, rassicurante"Coraggio..."gli sarebbe piaciuto sentirsi dire "...ora passa". Neanche un attimo dopo entrò Claudia "Ho questi in borsa, vedi se ti fanno effetto.E' un farmaco blando, senza effetti collaterali, ma per la mia emicrania funziona" "Chi sei?" Pensò Andrea "un angelo?".
Così, alla vigilia del week-end che avrebbe rappresentato una svolta nel loro futuro professionale, Andrea e Giacomo si ritrovavano entrambi coinvolti, seppur per ragioni diverse, da questa ragazza dagli occhi grandi, capace di riempire di sé il loro piccolo appartamento, che da quel giorno non sarebbe stato più lo stesso.
Visto che il suo sonno era stato ormai interrotto bruscamente e di certo non si sarebbe ripresentato, Andrea decise di fare un atto di coraggio: alzarsi, uscire dalla camera e imbattersi nella furia di Giacomo.Ormai non c'erano dubbi, il suo coinquilino era davvero arrabbiato per qualche strana ragione del tutto sconosciuta al povero Andrea...Però, mentre si dirigeva verso la porta del bagno, ripensò alla sera precedente e alla frase pronunciata da Giacomo quando Claudia si era assentata per qualche minuto "grazie a te trascorrerò un fine settimana con la donna dei miei sogni!" che cosa voleva dire?
Panico...si,lo sapeva cosa voleva dire:il suo amico si era invaghito di Claudia.E lui?Lui che doveva fare?Convincersi del fatto che era felice per Giacomo e gli augurava ogni felicità con quell' angelica ragazza???Avrebbe potuto farlo,e lo stava facendo mentre attraversava il corridoio,ma...quali erano i suoi reali pensieri?Ed ora,dopo tutto quello che accadde durante quel famoso week-end,ripensa a quei momenti nell'appartamento prima della partenza,a Claudia, a Giacomo, a lui.E non riesce a fare a meno di pensare a cosa sarebbe accaduto se...e a come sarebbe stato se...e gli viene improvvisamente in mente una canzone il cui titolo è proprio"How would it be",già,come sarebbe stato???… molto complicato trovare risposte…e allora pensa ai fumetti,cioè il fumetto “Topolino”in cui in certi numeri ci sono storie che arrivati ad un certo punto compare una pagina con più vignette ed ognuna rappresenta un possibile finale della storia…storie a bivio si chiamano…ed è l’accanito lettore che,preso dalla curiosità,decide senza troppi dubbi e perplessità a quale pagina vuole andare per leggere il seguito della storia…non si pone troppe domande…anche perché ha la consapevolezza di poter ritornare al bivio e di leggere tutte le altre possibili conclusioni e giudicare quale è la migliore o quella che gli è piaciuta di più.E Andrea avrebbe voluto che esistesse anche per lui e per le cose che gli erano successe ,una pagina della storia a bivio in cui solo dando un’occhiata furtiva già si intravedono le vignette che poi osservate meglio consentono di decidere con sicurezza, o quasi, come far proseguire la storia nel modo più positivo ed interessante…no,spesso le famose vignette non compaiono,o sono sfocate o nascoste…ed in più spesso,cioè mai, non si ha la possibilità di ritornare alla pagina della storia a bivio e cambiare la scelta….si chiama “avere responsabilità” delle proprie azioni,o qualcosa del genere….giusto…giusto…ma…è bello fantasticare e cercare altri possibili svolgimenti degli eventi….pura fantasia o meglio follia.Perché in fin dei conti lo sapeva bene anche Andrea,che senso aveva tormentarsi e chiedersi come sarebbe stato se o cosa sarebbe successo se e come ne sarebbe stata influenzata la sua vita se..????Nessuno,veramente nessuno.Lo sapeva, si lo sapeva bene,ma sapeva anche bene che queste domande nella sua testolina contorta erano ricorrenti…grande smania di perfezionismo e di analizzare tutto la sua….doveva invece capire,una volta per tutte che il raggiungimento della tanto decantata maturità, comportava anche la soffocante espressione”Avere responsabilità delle proprie azioni”,e che è inutile stare lì a pensare alle 2000 possibili soluzioni…già…ma forse se continuava a farlo era perché della soluzione scelta non ne era poi così convinto o…
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